30 marzo 2026
Il sistema del marchio UE compie 30 anni: oltre 3,2 milioni di domande
Il 2026 segna una tappa importante per la proprietà intellettuale in Europa con il sistema del marchio dell'Unione Europea (MUE) che celebra il suo trentesimo anniversario, consolidando il ruolo fondamentale svolto nel mercato unico come strumento indispensabile per la competitività globale delle imprese. Dalla sua nascita nel 1996 presso l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), il sistema ha registrato una crescita esponenziale, superando la soglia dei 3,2 milioni di domande depositate.
I dati rilasciati dall'EUIPO riflettono un'evoluzione strutturale dell'economia europea: dalle 43.229 domande del primo anno (1996), si è passati alle 196.956 del 2025, con un totale cumulato di 3.221.315 a febbraio 2026.
Il sistema è passato dai depositi via posta o fax ad una gestione quasi totalmente telematica. Oltre 2,26 milioni di marchi sono stati depositati online, con un massiccio ricorso alla procedura Fast Track (introdotta nel 2014), scelta negli ultimi anni da circa la metà dei richiedenti.
L'EUIPO ha rilevanto la prevalenza dei marchi denominativi (56,8%), seguiti dai figurativi (42,6%), mentre i marchi non convenzionali (sonori, multimediali, di movimento) occupano ancora una nicchia specialistica.
Tra gli Stati membri dell'UE, storicamente il maggior numero di domande è pervenuto da Germania (490.002), Italia (251.814) e Spagna (225.097). Seguono Francia (189.852) e Paesi Bassi (108.925).
Il sistema è ampiamente utilizzato anche da richiedenti internazionali. A livello globale, il maggior numero di domande proviene dagli Stati Uniti, con oltre 427.000 richieste, e dalla Cina, con oltre 239.000 richieste.
Il successo del MUE non ha cancellato i marchi nazionali, ma ha creato un sistema duale di coesistenza. Questa architettura garantisce alle imprese la massima flessibilità strategica: le PMI possono optare per la protezione nazionale per mercati locali, mentre le imprese orientate all'export beneficiano dell'unitarietà del titolo. Un unico deposito garantisce infatti protezione in tutti i 27 Stati Membri, riducendo i costi amministrativi e legali derivanti dalla frammentazione normativa.
Il passaggio terminologico da "marchio comunitario" a "marchio dell'Unione Europea" avvenuto nel 2016 non è stato puramente formale, in quanto ha sancito il rafforzamento dei diritti di esclusiva e l'adeguamento del sistema alle sfide tecnologiche. La giurisprudenza della Corte di Giustizia UE ha inoltre svolto un ruolo essenziale nel definire i concetti di "carattere distintivo" e di "rischio di confusione", armonizzando di fatto l'interpretazione del diritto dei marchi in tutto il continente.
L'introduzione del Fast Track e la digitalizzazione completa non sono solo miglioramenti tecnici, ma strumenti che garantiscono il diritto ad una "buona amministrazione". La velocità di registrazione è diventata un fattore competitivo: in un mercato globale, la capacità dell'EUIPO di processare centinaia di migliaia di domande annue con criteri uniformi garantisce quella certezza del diritto necessaria per attirare investimenti esteri (come dimostrano i dati USA e Cina).
A trent'anni dalla sua creazione, il sistema dei marchi dell'UE continua quindi ad evolversi di pari passo con l'economia europea. Con milioni di domande elaborate e una domanda in costante crescita di protezione a livello europeo, il marchio UE rimane uno strumento fondamentale per le imprese che desiderano proteggere ed espandere i propri marchi nell'UE.






