di Elisa Patrizi
Con le conclusioni presentate il 3 novembre 2026 nella causa C-250/25, Like Company c. Google Ireland, l’Avvocato generale Szpunar ha offerto alla Corte di Giustizia la prima occasione di misurarsi con l’intelligenza artificiale generativa, proponendo una lettura del diritto connesso degli editori che esclude dal suo perimetro l’addestramento dei modelli, ma vi riconduce l’impiego degli articoli per ancorare in tempo reale le risposte dei chatbot. Le soluzioni prospettate, giunte con due mesi di ritardo rispetto alla data annunciata e con un’ampiezza inconsueta che riflette la complessità delle questioni, sono destinate a orientare i numerosi contenziosi pendenti in Europa e si intrecciano con il confronto in corso presso il Tavolo tecnico istituito dall’AGCOM, nel quale il modello dell’autorizzazione preventiva si propone come possibile chiave di composizione del conflitto tra editori e fornitori.







