4 maggio 2026
Pubblicato dall’EPO il Technology Dashboard (ex Patent Index) per il 2025: superata la soglia storica delle 200.000 domande. L’Italia è per la prima volta tra i dieci Paesi che depositano più domande di brevetto europeo
di Maurizio Santoro
L’Ufficio Europeo dei Brevetti (European Patent Office – EPO) ha pubblicato l’EPO Technology Dashboard 2025, che analizza l’andamento nel corso dell’ultimo anno delle domande di brevetto presentate nell’Unione Europea.
Per la prima volta nella sua storia, l’EPO ha ricevuto in un anno solare oltre 200.000 domande di brevetto: il report certifica il raggiungimento di quota 201.974, con un incremento dell’1,4% rispetto alle 199.264 domande del 2024. Si tratta di un traguardo simbolicamente rilevante, che arriva dopo due anni di sostanziale stabilità – nel 2023 le domande erano state 199.452 – e che conferma la capacità del sistema europeo dei brevetti di attrarre inventori e imprese da tutto il mondo.
L’Italia nel contesto internazionale
All’interno di questo quadro, l’Italia con 4.767 domande ha registrato un leggero calo rispetto all’anno precedente (- 1,8%), ma in miglioramento rispetto al – 4,5% registrato nel 2024. Nel 2025 il calo delle domande di brevetto non ha riguardato solo l’Italia, ma ha interessato anche Germania (- 2,2%), Francia (- 0,4%), Paesi Bassi (- 0,7%), Svezia (- 4,3%), Regno Unito (- 3,3%) e Stati Uniti (- 1,6%). La flessione italiana si inserisce quindi in un trend più ampio che ha coinvolto le principali economie occidentali, mentre la crescita globale del sistema EPO è stata trainata soprattutto da Cina (+ 9,7%) e Corea del Sud (+ 9,5%).
In termini di posizionamento, l’Italia è salita al quarto posto tra i Paesi UE, scavalcando la Svezia (4.724 domande), e rimanendo dietro Germania (24.476 domande), Francia (10.932 domande) e Paesi Bassi (7.006 domande), e – per la prima volta in assoluto – al decimo posto a livello mondiale. Ancora da migliorare è però il dato riferito al numero di domande per milione di abitanti (i dati sono disponibili qui): con circa 80,9 domande per milione di abitanti, l’Italia si colloca significativamente al di sotto della media dei principali Paesi europei e ad enorme distanza dalla Svizzera, che con circa 1.095,6 domande per milione di abitanti mantiene saldamente il primato mondiale.
I settori tecnologici in cui si brevetta di più
Il maggior numero di domande di brevetto presentate all’EPO nel 2025 ha riguardato per il secondo anno consecutivo il settore della tecnologia informatica (17.844 domande e + 6,1%), spinto dalle crescenti innovazioni relative all’intelligenza artificiale. Il comparto con l’incremento più marcato è stato quello delle comunicazioni digitali (17.802 domande e + 11,4%), salito al secondo posto assoluto grazie alle innovazioni per le reti mobili di nuova generazione. Robusta anche la crescita delle macchine elettriche, apparecchi ed energia (16.997 domande e + 5,3%), mentre più contenuta è quella relativa alle tecnologie mediche (15.905 domande e + 1,3%). Tutti i dati sono pubblicati dall’EPO sul proprio sito web.
Per l’Italia, la composizione settoriale delle domande di brevetto (mostrata nel grafico sotto), rivela che il settore dei trasporti guida la classifica (9,5%), seguito dall’handling, ossia tecnologie che comprendono packaging, nastri trasportatori e carrelli elevatori (8,7%) e dalle altre macchine (6,6%), con l’Ingegneria civile (6,3%) e le tecnologie mediche (5,7%) che completano i primi cinque posti.

Si tratta di dati che mostrano con chiarezza che il sistema innovativo italiano è guidato dal settore manifatturiero, orientato alla meccanica avanzata, all’automazione di processo e alla mobilità. Al contempo, in controtendenza rispetto al resto d’Europa, vi è una posizione marginale del settore informatico (2,1% di domande totali), lontano dalla media EPO, dove è stato il comparto leader in termini di volumi, e del settore delle comunicazioni digitali che non figura tra i settori di spicco italiani, pur avendo registrato a livello europeo la crescita maggiore.
La lista delle dieci aziende italiane con il maggior numero di domande depositate all’EPO nel 2025 (disponibile qui) rispecchia questo profilo: al primo posto si conferma Coesia S.p.A., leader nelle tecnologie di packaging e automazione industriale, che precede Ferrari S.p.A., Iveco Group e Pirelli & C. S.p.A., attive nel settore dei trasporti. Seguono Chiesi Farmaceutici S.p.A., Leonardo S.p.A., I.M.A. Industria Macchine Automatiche, Sacmi Cooperativa Meccanica, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e SCM Group S.p.A. La presenza del CNR segnala il ruolo crescente della ricerca pubblica nella brevettazione italiana, mentre l’ingresso di SCM Group, società attiva nelle tecnologie per la lavorazione del legno, riflette la vivacità innovativa delle medie imprese manifatturiere.
Brevetto Unico Europeo e la sfida dell’Italia per il futuro
Un capitolo a parte merita il brevetto europeo ad effetto unitario, la cui adozione da parte delle imprese italiane continua a essere significativa e, secondo i dati disponibili al seguente link, con una percentuale (51,7% delle domande presentate) molto più elevata della media europea (40,7%). Indicatore di una strategia brevettuale matura da parte delle aziende italiane che scelgono di utilizzare questo innovativo strumento di protezione.
L’entrata per la prima volta nella Top 10 a livello globale per numero di domande di brevetto depositate all’EPO deve spingere l’Italia, oltre che a confermare la protezione efficace della propria eccellenza manifatturiera, ad affrontare la sfida di colmare nel prossimo futuro il divario nella brevettazione legata alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale, agganciando la rivoluzione digitale in atto nel resto d’Europa.
Avv. Maurizio Santoro
Trevisan & Cuonzo






