14 aprile 2026
Verso un mercato unico del credito garantito dalla proprietà intellettuale delle aziende: le priorità delineate dall’EUIPO
L'Europa, pur eccellendo nella ricerca e nella creazione di idee innovative, ha un sistema finanziario che fatica a trasformare questo potenziale in un successo commerciale scalabile. Il rapporto dell'EUIPO recentemente pubblicato evidenzia come gli asset immateriali (IP), che pure sostengono il 48% del PIL dell'UE, rimangano ampiamente sottoutilizzati come strumenti di garanzia nel mercato del credito.
Nel rapporto “IP-Backed Finance in Europe - State of Play and Future Prospectives”, pubblicato dall’Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), viene delineata una strategia per colmare il divario di finanziamento che affligge le imprese europee ad alta intensità di conoscenza. La proposta mira a promuovere la creazione di un’infrastruttura di mercato che permetta alle piccole e medie imprese (PMI) e alle scale-up di utilizzare brevetti, marchi e design per ottenere credito bancario o finanziamenti.
Nell'economia globale odierna, infatti, la proprietà intellettuale (IP) è diventata una delle risorse più preziose per le imprese innovative, in particolare nei settori ad alta intensità di conoscenza. In tutta l'Unione Europea, le aziende generano idee, tecnologie e marchi che stimolano la competitività, ma troppo spesso faticano a trasformarli in attività scalabili.
Il rapporto dell'EUIPO esamina come la proprietà intellettuale possa essere utilizzata al meglio come risorsa finanziaria a supporto dell'innovazione, della crescita e della competitività, ed analizza i motivi per cui le imprese ricche di proprietà intellettuale incontrano persistenti ostacoli nell'accesso ai finanziamenti, nonostante il loro forte potenziale economico, individuando le lacune strutturali che impediscono ai sistemi finanziari di riconoscere pienamente la proprietà intellettuale come garanzia del credito.
Lo studio evidenzia la discrepanza tra la capacità di innovazione dell'Europa e la sua capacità di finanziarla e di ampliarla. Sebbene i settori ad alta intensità di proprietà intellettuale rappresentino circa il 48% del PIL dell'UE e il 31% dell'occupazione, molte imprese, soprattutto le PMI, non sono in grado di sfruttare il proprio patrimonio di proprietà intellettuale per ottenere finanziamenti.
Attualmente, l'Europa soffre di un gap di PIL rispetto agli USA (passato dal 17% del 2002 al 30% del 2022) e di una cronica incapacità di scalare le imprese innovative. Nonostante l'Europa generi più startup degli Stati Uniti, il deficit creditizio per le PMI nell'UE è stimato fino a 365 miliardi di euro all'anno.
Il rapporto in esame identifica diversi ostacoli di natura legale e regolamentare che frenano lo sviluppo del mercato:
- frammentazione normativa: la mancanza di armonizzazione nelle leggi nazionali che regolano la creazione e il perfezionamento dei diritti di garanzia su beni immateriali crea incertezza transfrontaliera;
- incertezza nell'escussione: a differenza degli immobili, la separabilità e la ricollocabilità di un brevetto in caso di insolvenza sono complesse, rendendo il recupero del credito incerto per i prestatori;
- quadro prudenziale bancario: le normative vigenti impongono requisiti patrimoniali più elevati per i prestiti garantiti da beni intangibili, poiché questi ultimi sono spesso dedotti dal capitale primario, disincentivando di fatto le banche dall'accettarli come strumenti di garanzia.
L'EUIPO propone una strategia articolata su cinque priorità d'azione coordinata:
- Priorità 1: rendere visibile la proprietà intellettuale
Prima che la proprietà intellettuale possa essere utilizzata per il finanziamento, deve essere visibile, strutturata e comprensibile dagli operatori finanziari. La maggior parte dei beni immateriali, anche quelli di alto valore, non sono correttamente identificati nei documenti contabili, con la conseguenza che le aziende ricche di beni immateriali risultano rappresentate in modo errato nei loro bilanci. Solo il 13% dei titolari di diritti di proprietà intellettuale ha cercato di ottenere finanziamenti tramite i propri beni immateriali, e la grande maggioranza non ha mai effettuato una valutazione professionale. Il rapporto dell'EUIPO propone un quadro di divulgazione volontario e completo che fornirebbe alle aziende un modo strutturato per condividere informazioni sulla propria proprietà intellettuale e sui beni immateriali in un formato chiaro, coerente e fruibile per gli operatori finanziari.
- Priorità 2: Assegnare un valore credibile alla proprietà intellettuale
Una volta che la proprietà intellettuale è visibile, gli istituti finanziari devono assegnarle un valore economico credibile. Gli approcci di valutazione attualmente differiscono a seconda dell'uso previsto, del tipo di bene immaterialee della posizione geografica, con poche linee guida e senza uno standard comune. Le valutazioni personalizzate sono costose, soprattutto per le PMI. Il rapporto propone un quadro europeo di valutazione della proprietà intellettuale allineata agli standard internazionali di valutazione, basata su principi comuni, flussi di lavoro operativi e linee guida specifiche per settore.
- Priorità 3: Sfruttare il valore della proprietà intellettuale per i finanziamenti
La divulgazione rende visibile la proprietà intellettuale. La valutazione le attribuisce un valore economico credibile. Tuttavia, fino a quando non si sarà instaurata una fiducia sufficiente, sarà difficile convincere gli istituti di credito a fornire risorse finanziarie a fronte di garanzie sulla proprietà intellettuale. Gli istituti finanziari applicano ipotesi conservative, deduzioni elevate o l'esclusione totale della proprietà intellettuale dal valore recuperabile. I sistemi di garanzia colmano questa lacuna assorbendo parte del rischio di credito, consentendo agli istituti di credito di integrare le informazioni sulla proprietà intellettuale nelle valutazioni del credito, mitigando al contempo il rischio residuo. I prestiti garantiti beneficiano inoltre della ponderazione del rischio del garante anziché della garanzia, riducendo sostanzialmente gli oneri patrimoniali ai sensi delle norme prudenziali bancarie. Gli strumenti di condivisione del rischio dovrebbero essere considerati, nella fase iniziale, come elementi abilitanti strutturali del finanziamento garantito dalla proprietà intellettuale. Questi strumenti di condivisione del rischio comprendono prodotti di garanzia del credito specifici, destinati a prestiti garantiti da proprietà intellettuale; prestiti pubblici dedicati garantiti da diritti di proprietà intellettuale; e l'esplorazione di prodotti assicurativi in materia di proprietà intellettuale che coprano rischi quali la violazione o l'applicazione delle norme.
- Priorità 4: Costruire la base di dati
L'assenza di una base di dati affidabile e standardizzata impedisce agli operatori finanziari di valutare il rischio legato alla proprietà intellettuale su larga scala. Senza dati sui tassi di recupero, sugli esiti dei default e sui costi di transazione, persistono ipotesi prudenti. Questa situazione può essere affrontata attraverso un quadro di requisiti di dati mirato, sviluppato con le istituzioni finanziarie; l'interconnessione dei set di dati esistenti detenuti dai partner europei e nazionali prima della creazione di nuovi database; un set di dati sulle transazioni che rispetti la privacy, creato attraverso i partner degli strumenti di garanzia; e un registro centralizzato dei pegni in materia di proprietà intellettuale per consentire agli istituti di credito di verificare se un bene di proprietà intellettuale sia già stato utilizzato come garanzia. I dati sulle transazioni costituiscono la base di prove che rende le imprese ricche di proprietà intellettuale investibili su larga scala: con l'accumularsi dei dati sulle performance, gli investitori istituzionali mobilitati dall'SIU (Savings and Investment Union - Unione di Risparmio e Investimento) saranno in grado di valutare il rischio legato alla proprietà intellettuale con la stessa sicurezza applicata alle classi di attività tradizionali.
- Priorità 5: Rafforzare il coordinamento
Il ciclo di vita sviluppato nell'ambito delle priorità 1-4 richiede un approccio strutturato e coerente per garantire qualità, uniformità e diffusione in tutti gli Stati membri. La sfida non risiede solo nell'assenza di esperti nella valutazione della proprietà intellettuale, ma anche nella frammentazione delle pratiche, nella limitata convergenza delle metodologie, nell'accesso disomogeneo delle PMI e nella mancanza di formazione comune e di punti di riferimento qualitativi. Pertanto, la relazione propone di rafforzare il coordinamento in relazione ai finanziamenti garantiti dalla proprietà intellettuale per garantire l'applicazione di standard di divulgazione; il controllo di qualità; l'accesso a competenze di valutazione; lo sviluppo di strumenti digitali a supporto dell'intero ciclo di vita; la raccolta di dati pertinenti e la preparazione di report analitici; il coinvolgimento delle parti interessate e il dialogo politico su questioni regolamentari relative ai finanziamenti garantiti dalla proprietà intellettuale; nonché formazione e sviluppo delle competenze per professionisti della finanza, gestori di fondi e imprese innovative. Senza un coordinamento rafforzato, la preparazione acquisita attraverso le prime quattro priorità rischia di rimanere frammentata e disomogenea; tale condizione impedirebbe al capitale dell'Unione di Risparmio e Investimento (SIU) di raggiungere le imprese ricche di proprietà intellettuale in modo coerente e su larga scala.
In conclusione, il rapporto pubblicato dall'EUIPO presenta un approccio strutturato per l'integrazione della proprietà intellettuale come attività finanziaria riconosciuta all'interno delle principali pratiche finanziarie. L'Ufficio europeo sollecita una rapida azione in quanto l'Unione di Risparmio e Investimento è in fase di costruzione. La Commissione europea sta progettando le riforme che libereranno ingenti quantità di capitale a lungo termine in tutta Europa. Ma il capitale liberato non raggiunge automaticamente le imprese innovative: fluisce verso i settori in cui può essere valutato, prezzato e impiegato con sicurezza. Senza adeguati meccanismi di divulgazione, valutazione e condivisione del rischio, il capitale affluirà verso settori con garanzie consolidate o verso mercati con infrastrutture più mature, piuttosto che verso le imprese europee ad alta intensità di conoscenza.
Pertanto, la transizione verso un sistema di IP-backed finance funzionale richiede un intervento legislativo che non si limiti alla tutela del diritto di proprietà, ma che integri il valore economico dell'innovazione nel diritto societario, contabile e bancario dell'Unione. Solo attraverso il coordinamento tra le istituzioni IP e le autorità finanziarie sarà possibile colmare il gap produttivo rispetto a Stati Uniti e Cina.


