L'Ufficio brevetti e marchi danese ha aderito, il 1° aprile u.s., al database armonizzato di beni e servizi (Harmonised Database of Goods and Services).
Dopo l'Austria, che ha ratificato l'Accordo sul Tribunale Unificato dei Brevetti il 6 agosto dello scorso anno, anche la Francia ha depositato la propria ratifica il 14 marzo 2014.
La Siae annuncia con soddisfazione l'esito favorevole, in primo grado, della causa sull’equo compenso promossa, nell'estate del 2012, da Sky, la quale aveva eccepito l’incostituzionalità dell’articolo 46 bis della legge sul diritto d’autorerifiutandosi di pagare l’equo compenso agli Autori delle opere cinematografiche trasmesse sui canali digitali, satellitari e sul web.
Il Centro comune di ricerca della Commissione europea ha pubblicato nei giorni scorsi un bando di gara che ha per oggetto la "raccolta e analisi di dati su brevetti e investimenti privati in ricerca & sviluppo in diversi settori, aree tematiche e sfide societarie".
La Commissione europea, attraverso l’European IPR Helpdesk, prosegue nella sua opera di sensibilizzazione pubblicando la seconda scheda informativa per la valorizzazione dei progetti finanziati con i fondi europei attraverso la proprietà intellettuale.
Fra le numerose procedure d'infrazione avviate nei confronti dell'Italia ai sensi dell'art. 258 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea e tuttora aperte, vi è la procudura n. 2013_4202 avente come oggetto il "Regime transitorio per la protezione del diritto d'autore dei disegni e modelli (direttiva 98/71/CE)".
Sarà dunque da oggi possibile utilizzare il sistema di segnalazione messo a punto per conto dell'AGCOM dalla Fondazione Ugo Bordoni, incaricata dall'agenzia della realizzazione e della gestione della piattaforma informatica. Il sito da utilizzare è www.ddaonline.it, il quale consentirà ai titolari dei diritti o ai loro rappresentanti di inoltrare una segnalazione per chiedere l’intervento dell’Agcom in relazione a presunte violazioni del diritto d'autore.
Ad un fornitore di accesso ad internet (ISP) può essere dunque ordinato il blocco dell’accesso dei suoi abbonati ad un sito web che viola il diritto d’autore, purchè l'ingiunzione e la sua esecuzione garantiscano un giusto equilibrio tra i diritti fondamentali interessati: queste sono le conclusioni formulate dalla Corte di Giustizia nella sentenza del 27 marzo 2014 (causa C-314/12), con cui ha deciso sulla domanda di pronuncia pregiudiziale riguardante l’interpretazione degli articoli 5, paragrafi 1 e 2, lettera b), e 8, paragrafo 3, della direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 maggio 2001 (sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione).