di Chiara Arena
Abituati alle sentenze della Corte di Giustizia europea susseguitesi negli ultimi dieci anni sulla responsabilità degli Internet Service Provider ex Direttiva 2000/31/CE e D.Lgs. n. 70/2003, il riconoscimento di una responsabilità piena e diretta di uno di questi soggetti – Amazon per l’appunto – per attività contraffattiva nell’uso di un segno uguale a un marchio europeo per gli stessi prodotti per i quali è stato registrato, in violazione del Reg. UE 2017/1001, a prescindere da valutazioni correlate alla Direttiva e al Decreto sopra menzionati, sembra costituire un unicum, degno di maggiori approfondimenti.








