di Claudia Dierna
In un recente provvedimento del Tribunale di Napoli si è affrontato il problema della latitudine della tutela di un marchio, originale e creativo, in quanto legato al mondo antico, alle divinità femminili della mitologia e considerato “forte” perché utilizzato in un contesto concettualmente molto distante dal segno distintivo di appartenenza (la produzione e commercializzazione di aromi per sigarette elettroniche). Per comprendere meglio l’ampiezza della definizione di marchio forte, capacità distintiva e tutela dal rischio di confondibilità con segni in conflitto, è importante dare uno sguardo ai parametri interpretativi giurisprudenziali dettati dalla Corte di Cassazione.








